Il muro d’ombra

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Ho sentito il silenzio insieme a lei (il cane Bella) nel bosco di Piana Romana. Ormai grande di tre anni, quando il sole aveva cessato di dardeggiare la Piana, si usciva per strada e mi facevo trascinare da lei che, con grande forza, inarcava il collo e tirava dritto verso un luogo che solo lei aveva in mente e, dopo un bel tratto di strada, strattonandomi, cominciava a correre nel bosco alla ricerca di un mondo impresso nel suo subconscio […] Poi, stanca dell’inutile ricerca e di sentire le infinite sfumature degli odori del bosco, si accovacciava tra le foglie secche mettendo la testa tra le zampe, con le orecchie tese ad ascoltare il silenzio. Fu allora che capii che cosa tu volevi dire quando nella prima ado- lescenza mi parlavi del silenzio della campagna. Ricordo che dicevi: «Ascolta, non è vero che il silenzio è assenza di suoni e di voci, il silenzio è fatto di voci, come il tremolio dei colori, delle luci e delle ombre, del respiro della terra e degli alberi, dell’erba tenera nata dopo la pioggia». Compresi, allora, che il silenzio, l’assenza dei suoni, non esiste neppure per i sordi.
Author: Vincenzo Esposito
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Descrizione

Da bambino, infatti, sono stato un lettore tenace e instancabile, stavo ore con lo sguardo incollato alle pagine di un libro o di un fumetto, completamente catturato dal fascino misterioso delle storie che leggevo e furono proprio quelle febbrili letture a far nascere nel mio animo di bambino solitario il sogno di diventare un grande esploratore e di partire un giorno per l’Africa o per le Americhe a bordo di un veliero alla scoperta di foreste e di isole misteriose come quelle descritte nei libri che conservo ancora, allineati su un ripiano della mia libreria, testimoni silenziosi della mia infanzia lontana, della quale, talvolta, mi illudo di riafferrare le emozioni, sfogliando qualcuno di quei libri, rileggendone qualche pagina o semplicemente accarezzandoli, facendo scivolare lentamente le dita sul dorso, mentre una dolce nostalgia mi si allarga nel cuore e mi fa ripensare a quando da bambino li custodivo gelosamente dietro le due porticine di vetro smerigliato della libreria di mio padre insieme alle grosse cartelle di cartone rigonfie di documenti che riguardavano il suo lavoro.

il libro

Il romanzo, ambientato nella provincia napoletana a metà degli anni Cinquanta, attraverso una prosa dai lunghi periodi, lirica e avvolgente, racconta la fine di un’infanzia, quella di Vincenzo, un bambino di dieci anni, fortemente legato alla madre, la quale muore improvvisamente durante la notte. Convinto, a torto, che il padre non gli voglia bene e che addirittura lo odi, Vincenzo, appassionato lettore di romanzi d’avventura e di fumetti, infa- tuato da queste avvincenti letture, decide di scappare di casa per diventare un esploratore. Sarà questa fuga a fargli vivere esperienze inimmaginabili e a conoscere persone che non credeva potessero esistere, così alla fine della storia scoprirà che qualcosa di indefinibile è scomparso per sempre dalla sua anima e si accorgerà di essere diventato profondamente diverso.

l’autore

Vincenzo Esposito è nato a Torre Annunziata e vive a Roma. Si è occupato di sceneggiature di fumetti (“Premio Immaginaria”, Venezia 1980) e ha collaborato a periodici di informazione e di cultura (SottosopraLo Sciacallo). Suoi racconti sono apparsi sulle riviste StorieInedito e nell’antologia Rac- conti diversi (1997). Ha pubblicato tre romanzi: con Avagliano La festa di Santa Elisabetta (“Premio Italo Calvino” e “Premio Foyer des Artistes”) e La quinta stagione dell’anno (segnalato “Premio Matelica-Libero Bigia- retti”); con Graus Editore L’amico francese, giunto alla seconda edizione.

Informazioni aggiuntive

Dimensioni 15 × 21 cm
ISBN

978-88-8346-446-1

USCITA

novembre 2013

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