Nel nome della madre tra follia, colpa e giustizia
La seconda linea narrativa conduce il lettore nella New York degli anni Novanta. Qui Madison Harrison, psichiatra e nipote di Landon, incontra A.J., un killer affetto da personalità multipla che colpisce criminali sfuggiti alla legge. Nella notte di Halloween, il passato torna a reclamare il proprio spazio e i segreti della famiglia Harrison riemergono dagli abissi.
Nel nome della madre costruisce la tensione non solo attraverso l’indagine, ma soprattutto attraverso i giochi della mente, il tema della doppia identità e il confine incerto tra vittima e carnefice. Il romanzo pone una domanda centrale: chi è davvero il mostro quando la legge non riesce a punire tutte le colpe?
A chi è consigliato Nel nome della madre
Nel nome della madre è consigliato ai lettori che amano i thriller psicologici, le atmosfere gotiche, i personaggi ambigui e le storie in cui il bene e il male non sono mai separati in modo netto. È adatto a chi cerca una narrazione intensa, cupa e cinematografica, costruita su mistero, follia, colpa e memoria familiare.
Il romanzo può interessare anche i lettori che apprezzano riferimenti letterari, atmosfere anni Trenta, suggestioni gotiche alla Tim Burton, rock, grunge e giallo classico.
L’autrice
Katia Vigliaturo Crapella, nata nel 1987, è laureata in Cinematografia. Dopo anni dedicati alla scrittura di sceneggiature tra Italia e Stati Uniti, ha scelto di trasformare le sue storie in romanzi. Il suo universo narrativo unisce atmosfere gotiche, immaginario cinematografico, tensione psicologica e gusto per il giallo classico.






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