Il libro
Esiste una politica fatta di commi, burocrazia e silenzi di circostanza. E poi esiste la vita, quella vera, che si muove nel fischio delle stazioni, tra i sacrifici che insegnano a sopravvivere.
Antonio Razzi ripercorre così la sua incredibile parabola: un cammino iniziato nel piccolo spazio di una valigia di seconda mano e culminato sotto le luci accecanti di Montecitorio.
Non si tratta di una carriera costruita a tavolino, ma di una vita che sale per attrito, necessità e ostinazione. Dalle stanze dei bottoni di una Roma cinica e distratta fino alle soglie impenetrabili di Pyongyang, la cronaca politica si spoglia della sua freddezza per farsi confessione umana. Sono i ricordi dell’epoca berlusconiana, le confidenze del controverso Kim Jong-un, lo scricchiolio dei tavoli internazionali a mostrare un mondo diverso da quello dipinto dai media, fatto di sfumature inattese e scomode rivelazioni, che solo l’occhio di un operaio può riuscire a decifrare nella loro più acuta sincerità. Un’opera coraggiosa, a tratti provocatoria, che mette a nudo i vizi della casta senza mai perdere di vista l’unico faro: il legame indissolubile con la propria gente. Perché il potere non è che un gioco di specchi, e solo chi viene dal basso ha lo sguardo abbastanza pulito per infrangerli.






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