La tua e la mia guerra

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Nell’aprile del 1941 un tenente pilota della Regia Aeronautica Militare di stanza in Eritrea viene fatto prigioniero dagli inglesi e rinchiuso in un campo di prigionia alle pendici dell’Himalaya. Per più di cinque anni dovrà restare lontano dalla giovane moglie Giulia e dal figlioletto di appena sei mesi rimasti ad Asmara e poi tornati in Italia circumnavigando l’Africa su una Nave Bianca. Da una scatola di cartone che contiene i ricordi di guerra di Giulia riemergono le lettere appassionate, ironiche, disperate e orgogliose di un uomo costretto alla privazione della libertà e ad angosciose scelte di coscienza. Ma non solo: anche i documenti e i giornali dell’epoca conservati da Giulia e i ricordi raccolti dalla sua viva voce hanno consentito all’autore di ricostruire l’intima vicenda individuale dei due sposi e di sovrapporre ad essa la tragedia collettiva di un popolo illusoe mistificatore, tradito e traditore, coraggioso e vile, generoso e opportunista in uno dei periodipiù convulsi della sua storia. Ne è scaturito un libro ricchissimo di notizie e annotazioni che aiutano a capire i fatti veri o presunti che hanno sconvolto la vita di una generazione di italiani e contribuiscono a far luce su argomenti trattati marginalmente dalla storiografia ufficiale della seconda guerra mondiale: la lunga attesa dei prigionieri di guerra italiani per riottenere la libertà e le missioni delle Navi Bianche che rimpatriarono le donne, i bambini e gli anziani rimasti bloccati in Africa dopo la sconfitta. Nell’infernale chiasso suscitato da mille voci, ognuna delle quali rivendica una sua personale verità, l’unica tangibile realtà è quella dell’indefettibile amore di due sposi che hanno sacrificato 62 mesi della loro gioventù alla brutale logica della guerra.

Author: Mario Tidei
Categoria: Tag: Product ID: 1612

Descrizione

Ci sono molti modi per spezzare un cuore, i romanzi sono pieni di cuori spezzati per amore, ma quel che veramente spezza un cuore, è la fine dei sogni quali che essi possano essere. Scrivo, scrivo, scrivo, ma a chi se nessuno risponde? Mi sembra di bussare ad una porta che non si apre; ed io ho tanto bisogno di entrare per estinguere questa fiamma che mi logora ogni giorno sempre di più. Giuggi, dopo tre anni di prigionia non si è più quelli di prima. Con gli anni l’animo invecchia, si riempie di polvere e di ragnatele. Continuo a scriverti con la stessa tenacia del naufrago che combatte accanitamente per non lasciarsi sfuggire il barile dell’acqua dolce. Quando mi viene di socchiudere gli occhi per cercare di vivere in anticipo la scena del nostro incontro, provo una scintilla di felicità così intensa da rendermi timoroso. Chissà in questi anni quali solchi ha scavato il tempo sui nostri volti! C’è un unico luogo al mondo che posa su basi solide e non si dissolve in irrealtà: il luogo dove sei tu.

il libro

Nell’aprile del 1941 un tenente pilota della Regia Aeronautica Militare di stanza in Eritrea viene fatto prigioniero dagli inglesi e rinchiuso in un campo di prigionia alle pendici dell’Himalaya. Per più di cinque anni dovrà restare lontano dalla giovane moglie Giulia e dal figlioletto di appena sei mesi rimasti ad Asmara e poi tornati in Italia circumnavigando l’Africa su una Nave Bianca. Da una scatola di cartone che contiene i ricordi di guerra di Giulia riemergono le lettere appassionate, ironiche, disperate e orgogliose di un uomo costretto alla privazione della libertà e ad angosciose scelte di coscienza. Ma non solo: anche i documenti e i giornali dell’epoca conservati da Giulia e i ricordi raccolti dalla sua viva voce hanno consentito all’autore di ricostruire l’intima vicenda individuale dei due sposi e di sovrapporre ad essa la tragedia collettiva di un popolo illusoe mistificatore, tradito e traditore, coraggioso e vile, generoso e opportunista in uno dei periodipiù convulsi della sua storia. Ne è scaturito un libro ricchissimo di notizie e annotazioni che aiutano a capire i fatti veri o presunti che hanno sconvolto la vita di una generazione di italiani e contribuiscono a far luce su argomenti trattati marginalmente dalla storiografia ufficiale della seconda guerra mondiale: la lunga attesa dei prigionieri di guerra italiani per riottenere la libertà e le missioni delle Navi Bianche che rimpatriarono le donne, i bambini e gli anziani rimasti bloccati in Africa dopo la sconfitta. Nell’infernale chiasso suscitato da mille voci, ognuna delle quali rivendica una sua personale verità, l’unica tangibile realtà è quella dell’indefettibile amore di due sposi che hanno sacrificato 62 mesi della loro gioventù alla brutale logica della guerra.

l’autore

Mario Tidei è nato a Roma, ha lavorato presso un grande istituto di credito, dove per oltre dieci anni ha ricoperto la funzione di responsabile della comunicazione e dei supporti audiovisivi; inoltre ha collaborato come autore, regista e intervistatore alla realizzazione di spot televisivi di taglio giornalistico per trasmissioni Mediaset ed emittenti televisive regionali. Ha scritto articoli umoristici e di costume per il «Giornale d’Italia» e la rivista «Il Tennis italiano»; oltre che soggetti e sceneggiature. Infine si è occupato della consulenza di produzione in spettacoli teatrali e cinematografici. Ha già pubblicato il libro umoristico Lo Sport, e poche storie! Riflessioni semiserie di uno sportivo onnivoro (Herald Editore, 2009). Nel 2010 ha vinto il premio letterario “Rustica Romana Lingua”, riservato a prose in dialetto romanesco.

Informazioni aggiuntive

Dimensioni 15 × 21 cm
ISBN

978-88-8346-325-9

USCITA

novembre 2010

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